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Previsioni Meteo Stagionali
Ultimo aggiornamento: 28/03/2020 ore 10:30

Proiezioni mensili – APRILE 2020
(aggiornamento del 28/03/2020) 

PREMESSA

Il mese di marzo ha portato un parziale cambio di pattern rispetto a quanto avuto durante l’inverno meteorologico, nella prima parte del mese sono tornate le piogge specie al nord Italia e a fine mese è arrivata una forte ondata di freddo che ha interessato soprattutto le regioni adriatiche.

 

ANALISI INDICI TELECONNETTIVI

Continua la straordinaria fase di forte attività del Vortice Polare, specie in medio-bassa stratosfera. Livelli di ozono molto bassi, su valori praticamente estivi, ci fanno pensare che  non avremo un Final Warming di tipo early e quindi che non avverrà nella prima metà del mese ma è possibile che non avvenga neppure per tutto il mese. La troposfera, nonostante la buona attività d’onda in questo finale di marzo, non sembra in grado di apportare seri disturbi al VPS e quindi ci aspettiamo un’AO ancora leggermente positiva anche nel prossimo mese.

Dopo questa breve fase attuale, le vorticità dovrebbero posizionarsi nuovamente sul settore Groenlandese-Nord Atlantico e considerando le anomalie oceaniche atlantiche, crediamo che anche la NAO continui su valori positivi.

Spostandoci nel Pacifico invece, è ormai pienamente attiva la fase PDO, che dovrebbe indirizzare anche il PNA su valori negativi.

Infine, ci aspettiamo un indice EA negativo.

 

PREVISIONE QUADRO ITALIANO

Il mese si aprirà con i residui dell’azione artica di fine marzo, clima freddo e possibili precipitazioni, nevose anche a bassissima quota, interesseranno specie le regioni adriatiche nel primissimo giorni del mese. Un miglioramento non dovrebbe comunque tardare ad arrivare, già il primo fine settimana di aprile vedrà clima stabile e mite un po’ su tutto il Paese. Questo regime anticiclonico dovrebbe proteggere un po’ tutta Italia fino alla fine della prima decade.

L’affondo di una saccatura atlantica sull’Europa occidentale dovrebbe aprire la seconda decade, clima mite che proseguirebbe ma con precipitazioni possibili specie al Nord ed aree tirreniche.

Un nuovo cambiamento di configurazione è previsto verso metà mese, un allentamento delle vorticità sul Nord Europa dovrebbe portare ad un’espansione verso nord dell’Hp che nel frattempo si era portato sull’est Europa. Possibili interferenze basso atlantiche potrebbero entrare comunque nel Mediterraneo, temperature vicine alla media su tutto il territorio e qualche precipitazione possibile su tutti isettori, pur alternata a fasi più asciutte.

 

CONCLUSIONI

Il prossimo mese di aprile dovrebbe chiudere leggermente sopra la media termica in tutto il Paese. Le precipitazioni dovrebbero seguire lo stesso schema con anomalie leggermente positive in tutta Italia.

A cura di Daniele Cavazzoni 

 

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Proiezioni mensili – MARZO 2020
(aggiornamento del 25/02/2020) 

PREMESSA

Sta per terminare una stagione invernale contraddistinta da clima oltremodo stabile e mite sul nostro territorio, le ondate di freddo sono state esigue e limitate nel tempo e nello spazio. Testimonianza di questo ne è l’assoluta mancanza di neve su tutta la dorsale appenninica mentre l’arco alpino ancora beneficia delle importanti nevicate ricevute a fine autunno e di qualche raro episodio avuto in questo trimestre.

 

ANALISI INDICI TELECONNETTIVI

Il Vortice Polare Stratosferico continua ad essere estremamente freddo e compatto con valori da record sia per lo zonal Wind che per le temperature e anche per il NAM. In Troposfera risentiamo pienamente degli effetti di questa particolare condizione in Stratosfera, il condizionamento perdura ormai da oltre 40 giorni e non c’è alcun segnale di un suo esaurimento in tempi brevi. Il lungo periodo di estrema compattezza del VPS, sta portando anche a valori di ozono molto bassi nella stratosfera polare e quindi, ricordando che è proprio la concentrazione di ozono sulla verticale del Polo a decretare l’inversione zonale nel semestre caldo e la “morte” del Vortice Polare Stratosferico, con molta probabilità non assisteremo, nel mese di marzo, al Final Warming, che quindi risulterà di tipo late. Per questi motivi ci aspettiamo ancora un’AO positiva per gran parte del mese.

Difficile sarà assistere ad un cambio di segno anche dell’indice NAO, la disposizione delle SSTA in Atlantico, con chiaro e robusto tripolo positivo, unita all’inerzia delle vorticità a posizionarsi sul nord Atlantico, lasciano infatti pensare ad una NAO ancora positiva per il prossimo mese.

Spostandoci in Pacifico, siamo ormai pienamente entrati in ciclo PDO- e questo potrebbe portare ad un PNA più spesso in territori negativi.

Infine, l’EA dovrebbe risultare circa neutra, con fase positiva nella prima metà del mese e più negativa nella seconda.

 

PREVISIONE QUADRO ITALIANO

L’inizio del mese dovrebbe apportare un cambio piuttosto netto rispetto a quanto avuto a febbraio. Ci attendiamo un sensibile abbassamento del getto in ingresso sull’Europa con fronti atlantici più organizzati anche alle latitudini medio-basse e tempo spesso perturbato su tutto il Paese.

Le temperature dovrebbero risultare intorno alla media in una prima fase mentre successivamente un maggiore apporto di aria artica potrebbe portare anche temperature leggermente sotto la media al centro-nord.

Probabili, in questa fase, nevicate finalmente anche in Appennino fino a quote medio-basse.

Un nuovo progressivo innalzamento del jet-stream in Atlantico, dovrebbe aversi verso metà mese, con anticiclone nuovamente in espansione verso l’Europa occidentale e in modesta elevazione verso il nord Atlantico e discese di aria artica sull’Est Europa. Ne consegue, per il nostro territorio, un miglioramento del tempo. Qualche temporaneo sbuffo da est potrebbe portare a qualche lieve disturbo sull’alto Adriatico in un contesto termico intorno alla media del periodo su gran parte d’Italia e leggermente sopra sulle regioni tirreniche e Sardegna.

 

CONCLUSIONI

Il prossimo mese dovrebbe risultare nel complesso in media termica al Nord e medio adriatico e leggermente sopra la media al Sud e centrali tirreniche. Le precipitazioni invece, sopra la norma al Nord est e al centro e leggermente sotto al nord-ovest ed estremo sud.

A cura di Daniele Cavazzoni 

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Proiezioni mensili – FEBBRAIO 2020
(aggiornamento del 01/02/2020) 

PREMESSA

I primi 2/3 dell’inverno sono trascorsi praticamente senza nessuna significativa ondata di freddo sull’Europa centro-meridionale e con forti anomalie positive di geopotenziali e di temperature.
Clima stabile e mite che ha interessato anche il nostro Paese, con nevicate praticamente assenti su tutte le nostre regioni, ad esclusione di episodi sporadici sull’arco alpino.

 

ANALISI INDICI TELECONNETTIVI

I disturbi che abbiamo avuto ai danni del Vortice Polare Stratosferico nel mese di dicembre, principalmente a carico della prima onda, hanno portato alla compressione di massa delle vorticità in stratosfera. VPS che quindi risultava freddo e profondo ma fuori sede. Nel mese di gennaio, il riposizionamento del core nei pressi del polo geografico ha portato ad una forte impennata dell’indice NAM che il 12 del mese ha superato la soglia critica decretando l’Evento Stratosferico Estremo di tipo cold.

Come da letteratura, questi eventi portano generalmente ad un condizionamento troposferico con AO mediamente positiva per almeno 30 giorni dalla data di inizio dell’ESE. Siamo tutt’ora nel pieno di questo condizionamento e ci aspettiamo che questo condizionerà anche buona parte del mese di febbraio con indice AO che dovrebbe permanere positiva nelle prime due decadi.

In associazione all’AO, anche la NAO è positiva già da parecchie settimane a causa della disposizione delle vorticità in seno al Vortice Polare Troposferico sul settore Nord-Atlantico e della riemersione di un coriaceo tripolo positivo delle SSTA dello stesso oceano.
Per questi motivi, crediamo che difficilmente questo indice possa calare fino a valori negativi in questo mese.

Da inizio inverno abbiamo avuto una scarsa attività d’onda in Pacifico, probabilmente anche a causa di una convezione tropicale spesso sopita.

Questo ha favorito l’insorgenza dell’ESE Cold e il tutto si nota dalla scarsa ampiezza del PNA da inizio stagione. Anche in questo caso ci aspettiamo una prosecuzione del pattern attuale, con PNA che dovrebbechiudere intorno alla neutralità.

Per finire, la reiterazione della configurazione con vorticità sbilanciate in Nord-Atlantico unite ad un getto piuttosto basso in oceano, lasciano pensare ad un EA positiva.

 

PREVISIONE QUADRO ITALIANO

Il mese si aprirà con un promontorio anticiclonico in espansione da ovest verso l’Italia. Clima ancora stabile e molto mite su tutto il Paese.

Un modesto e rapido movimento meridiano dell’HP porterà un veloce cambiamento nella seconda parte della prima decade quando è previsto l’ingresso di aria fredda di estrazione artica, specie sulle nostre regioni adriatiche del centro-sud. Un rapido peggioramento è atteso in quelle zone con neve che scenderà fino a quote basse mentre il sensibile calo termico interesserà tutte le regioni ma risulterà più marcato e duraturo al centro-sud.

Un nuovo impulso dalla stratosfera porterà un rinforzo zonale già all’inizio della seconda decade. L’anticiclone si espanderà nuovamente da ovest verso la nostra penisola apportando un miglioramento anche nelle regioni centro-meridionali e un progressivo rialzo termico ad iniziare dalle regioni settentrionali. Clima stabile e mite che dovrebbe perdurare per tutta la seconda decade.

Progressivamente, in ultima decade, si andrà incontro ad un calo delle velocità zonali con marginalizzazione del getto in Atlantico e possibilità di elevazione verso nord dell’anticiclone europeo che comunque dovrebbe mantenere una salda radice sul mediterraneo centrale.

In questo caso avremmo un raffreddamento dell’Europa Orientale mentre gran parte del resto del Vecchio Continente rimarrebbe sotto anomalie termiche positive, compreso il nostro Paese. A tratti, correnti umide da sud-ovest potrebbero apportare qualche precipitazione al nord Italia con neve che sarebbe però relegata a quote alte.

 

CONCLUSIONI

 

Il prossimo mese di febbraio dovrebbe risultare sopramedia termica su tutta Italia, anche di molto al Nord. Le precipitazioni crediamo possano chiudere sottomedia su gran parte del Paese, scarti minori rispetto alla media nelle regioni settentrionali che comunque vedrebbero fenomeni solamente in ultima decade.

A cura di Daniele Cavazzoni 

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Proiezioni mensili – GENNAIO 2020
(aggiornamento del 24/12/2019) 

Siamo in procinto di entrare nel mese centrale dell’inverno, stiamo lasciando un dicembre movimentato ma allo stesso tempo molto mite a livello italiano. 

In questo periodo il Vortice Polare Stratosferico mediamente raggiunge il suo apice. Quest’anno, fino ad ora, la trottola Polare, nei piani più alti dell’atmosfera, si è presentata spesso molto compatta con valori di geopotenziale e di temperatura molto bassi ma allo stesso tempo dislocata al di fuori del Polo geografico e a tratti di forma allungata a causa della contemporanea spinta di entrambe le onde stratosferiche. 

Questa eccentricità e la forma ellittica hanno per ora evitato il raggiungimento di elevati valori del NAM, evitando l’ESE cold che avrebbe potuto condizionare la troposfera (AO/NAO ++) per tutta la prima metà dell’inverno.

Nonostante non sia avvenuto questo Evento Stratosferico Estremo di tipo cold, la Stratosfera può comunque influenzare le quote sottostanti attraverso la trasmissione di moto causata dalle elevate vorticità potenziali. 
Questo è infatti quello che a tratti ci aspettiamo per il mese entrante, il VPS dovrebbe continuare a subire i disturbi principalmente dalla prima onda e questo, oltre a dislocare la massa del Vortice Polare sull’Eurasia, porterà ad un ulteriore incremento delle vorticità.


Dicevamo però che avverrà solo a tratti, questo perché la trasmissione di moto sarà resa più difficoltosa da vorticità piuttosto blande in bassa stratosfera, ci aspettiamo quindi un’AO leggermente positiva nel nuovo mese, con valori maggiori nella prima e nell’ultima parte mensile mentre la parte centrale potrebbe vedere valori neutri o leggermente negativi a causa della dislocazione del Vortice Polare al di fuori del Polo geografico.

Nei momenti di maggiore trasmissione strato-tropo e quindi verosimilmente ancora nella prima e nell’ultima parte del mese, ci aspettiamo che il VPT risulterà più invadente verso il settore Atlantico ed europeo con NAO quindi spesso positiva, anche se la permanenza del getto piuttosto bassa, come intuibile anche dalle SSTA atlantiche, dovrebbe evitare valori elevati. L’assenza di disturbi sul settore Pacifico unita a ssta “ibride” in quella zona, lasciano pensare ad un PNA leggermente positivo.

Infine la già citata dislocazione del Vortice Polare Troposferico e la disposizione delle ssta atlantiche spingono verso un TNH ed un EA anch’essi positivi.

 

La prima parte del mese di gennaio dovrebbe vedere l’affermazione di un pattern zonale sull’Europa, correnti tese ovest-est dovrebbero entrare dall’oceano verso il continente facendo arretrare nuovamente l’aria gelida continentale che a fine anno investirà l’est Europa. 
Qualche modesto cavo d’onda potrebbe interessare la zona balcanica in un contesto comunque anticiclonico sul Mediterraneo. 
Clima asciutto e mite al centro-nord mentre qualche pioggia potrebbe interessare le regioni meridionali che dovrebbero vedere temperature più vicine alla media.

 

Come dicevamo sopra, la parte centrale dovrebbe essere quella più invernale un po’ su tutta Europa. Un temporaneo allentamento della corda zonale con calo di AO e NAO, dovrebbe portare alla formazione di maggiori blocchi in Atlantico con discese di aria artica più probabili sull’Europa centro-orientale. 
Anche il nostro Paese dovrebbe risentire di tale manovra con clima più freddo della norma su tutte le regioni e precipitazioni più abbondanti al centro sud e regioni adriatiche.
In questa fase non sono da escludere nevicate anche in pianura e sulle coste sulle regioni orientali del Nord e sulle zone adriatiche.

 

L’ultima parte del mese, individuabile all’incirca verso l’ultima decade, dovrebbe riportare un rinforzo delle correnti zonali. Il getto potrebbe però rimanere basso e in ingresso diretto sul bacino occidentale del Mediterraneo. Correnti oceaniche che porterebbero precipitazioni sparse un po’ su tutte le nostre regioni con temperature sopra la norma al Sud e più vicine ad essa al Nord. 
In una prima fase non sono da escludere ulteriori nevicate al Nord (stavolta favorito il nord-ovest) per sovrascorrimento umido su cuscino freddo preesistente mentre successivamente l’erosione di questo cuscino freddo dovrebbe portare la neve a cadere solo a quote medie in Appennino e medio-basse sulle Alpi.

Nel complesso:
il mese dovrebbe chiudere sottomedia termica su tutto il Paese, grazie soprattutto alla parte centrale del mese. 
Le precipitazioni sarebbero in media al centro-nord e sopra la media al Sud.

A cura di Daniele Cavazzoni 

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Proiezioni mensili – DICEMBRE 2019
(aggiornamento del 23/11/2019) 

Eccoci qui per la proiezione dell’ultimo mese dell’anno, il mese che da il via all’inverno. Usciamo in netto anticipo rispetto al solito e lo facciamo perché ci sono interessanti novità già per la primissima parte del mese e ci sembra giusto esporci prima che il tutto venga ben inquadrato nei modelli.

Veniamo da un mese di novembre che a livello stratosferico ha visto una forte azione a 2 onde, a seguito di questa azione di compressione di vorticità, le velocità zonali a 10 hpa hanno toccato valori da record per il periodo.
Ora il disturbo si sta invece spostando verso la sola prima onda e il VPS pur rimanendo compatto verrà dislocato verso il settore siberiano e da lì, a causa dell’attrito prodotto dalle intense velocità zonali sul continente, continuerà a creare intensi riscaldamenti stratosferici che non faranno altro che non faranno altro che rafforzare il disturbo a carico della prima onda.
In troposfera, dopo una lunga fase di debolezza del Vortice Polare, assisteremo prima alla formazione di un chiaro dipolo artico negativo (AD-), con VPT completamente dislocato sul settore asiatico, a causa della trasmissione di moto proveniente dei piani della stratosfera.

Successivamente, a seguito dell’allentamento delle vorticità in seno al VPS, dovrebbe venire meno il contributo Stratosferico e ci aspettiamo un temporaneo ricompattamento del Vortice Polare. Temporaneo perché dopo metà mese l’AO dovrebbe nuovamente calare su valori negativi.

Un andamento simile ce lo aspettiamo anche per la NAO, dopo una primissima parte negativa si potrà assistere ad un aumento su valori debolmente positivi prima di un nuovo calo nella seconda parte del mese verso valori neutri/leggermente negativi.

In ambito SSTA, il warm blob Pacifico presente ormai da svariati anni, è tornato a spostarsi verso le coste occidentali del Nord America e questo lascia pensare ad una fine del periodo negativo per il PNA che dovrebbe invece risultare piuttosto altalenante e complessivamente neutro nella media mensile.
In Atlantico, la particolare disposizione a ferro di cavallo, oltre a far pensare ad una NAO meno negativa rispetto agli ultimi mesi, dovrebbe portare ad un EA positivo nel prossimo mese.

 

Come scritto in prefazione, ci aspettiamo qualche novità già nei primissimi giorni del mese, infatti sembra probabile che l’anticiclone in Atlantico possa spingersi verso nord a seguito di una pulsazione in Nordamerica. Aria di origine artica scenderebbe quindi verso l’Europa centro-orientale con possibile marginale interessamento anche dell’Italia specie al Nord e regioni orientali. Non sono da escludere nevicate fino a quote basse sull’Appennino centro-settentrionale in un contesto sottomedia termico ma poco precipitativo se non sulle regioni adriatiche.

La fase artica avrebbe comunque vita breve, già dalla seconda metà della prima decade dovremmo assistere a quel temporaneo aumento di AO e NAO di cui parlavamo sopra. Il pattern in Atlantico cambierebbe radicalmente con semipermanente d’Islanda in rinforzo e getto in disposizione SW-NE in Europa.
Ne conseguirebbe un clima stabile e molto mite per il periodo un po’ su tutto il Paese anche se sussiste la possibilità di nebbie o stratificazioni nuvolose nelle pianure del centro-nord.

Come dicevamo però in seconda decade ci potrebbe essere un nuovo calo di AO e NAO, è quindi attendibile uno spostamento verso sud est delle anomalie negative prima presenti in nord Atlantico. Ingressi di aria Polare marittima da nord-ovest saranno possibili nella parte centrale del mese con precipitazioni più probabili al sud e temperature in linea con le media del periodo o leggermente sotto sulle regioni orientali.

Una nuova espansione verso ovest dell’anticiclone Atlantico dovrebbe portare un nuovo più generale miglioramento ad inizio della terza decade, aria più fredda dovrebbe cominciare ad affluire su est Europa.

Aria fredda che verso fine mese potrebbe spostarsi ancora più verso ovest arrivando a lambire le nostre regioni, il tutto con un getto che dovrebbe mantenersi teso e basso in Atlantico è possibile interazione con l’aria fredda da est sul Mediterraneo.

Impossibile ad ora sapere dove avverrà precisamente questa interazione, ci aspettiamo comunque un clima più piovoso della media su regioni adriatiche e sud e temperature circa in media o leggermente sotto un po’ ovunque.

Complessivamente il mese dovrebbe chiudere in media termica su gran parte d’Italia, leggermente sopra su nord-ovest e Sardegna. Le precipitazioni dovrebbero risultare in media su tutto il Paese a parte un leggero sopramedia all’estremo sud.

 

A cura di Daniele Cavazzoni 

 

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Proiezioni mensili – NOVEMBRE 2019
(aggiornamento del 26/10/2019) 

Sta per terminare un mese di ottobre oltremodo mite, specie nella sua seconda metà, novembre però potrebbe segnare un cambio di passo, vediamo più nel dettaglio.

Permane una situazione critica per i ghiacci artici che sono su valori record di estensione minima per il periodo; il vortice polare troposferico però sembra andare incontro ad un primo più coroposo accorpamento, favorito anche da un vortice stratosferico ben più freddo della norma.

Non credo comunque che in questa fase il VPT possa avere vita facile, per questo mi aspetto un’AO neutra nel prossimo mese. La disposizione delle vorticità in seno al vortice polare e il tripolo Atlantico negativo fanno invece pensare ad una NAO e ad un’EA negative.

 

Spostandoci sul Pacifico notiamo che le SSTA continuano nella fase di mutamento con anomalie negative che si stanno facendo largo vicino alle coste del Nord America mentre forti anomalie positive resistono sul meridiano dello stretto di Bering, questo lascia credere ad una prosecuzione della fase molto negativa del PNA.

 

Il mese di novembre che inizierà tra pochi giorni potrebbe vedere uno schema piuttosto bloccato sul comparto euro-atlantico. Già ad inizio mese una profonda saccatura atlantica potrebbe presentarsi sull’Europa centro-occidentale con richiamo di correnti umide sul nostro Paese e piogge principalmente al nord e regioni tirreniche.

 

Questi affondi nord-atlantici dovrebbero continuare anche nella seconda decade con possibilità di un asse più centrale a coinvolgere maggiormente anche le regioni del centro-sud. In questa fase potrebbe essere maggiore anche l’apporto di aria fredda con possibili nevicate a quote medio-basse su Alpi e Nord-Appennino.

 

Nell’ultima parte del mese potremmo nuovamente assistere ad una deriva sud occidentale con precipitazioni ancora ad interessare le regioni tirreniche del centro-sud.

Complessivamente il mese dovrebbe risultare lievemente sotto la media al nord-ovest e Sardegna e lievemente sopra al Sud.

Le precipitazioni dovrebbero chiudere sopra la norma un po’ si tutt’a Italia e soprattutto al centro sud.

A cura di Daniele Cavazzoni 

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Proiezioni mensili – OTTOBRE 2019
(aggiornamento del 4/10/2019) 

Con qualche giorno di ritardo eccoci per la previsione del mese appena iniziato. Il mese di settembre concluso da qualche giorno ha visto un iniziale sviluppo del VPT piuttosto disturbato con AO negativa. La moltoridotta estensione dei ghiacci artici durante la scorsa estate, perdurante anche a settembre, unita alla probabile azione delle due principali onde, lascia presagire una prosecuzione delle difficoltà nello sviluppo del VPT con AO che dovrebbe chiudere lievemente negativa anche nel mese di ottobre.

Rimanendo in ambito criosferico, la particolare distribuzione dei ghiacci artici, molto diversa rispetto agli ultimi anni, ha portato alla formazione di un Dipolo Artico con vorticità sbilanciate sul settore eurasiatico. Mi aspetto una disposizione simile anche nel corso di questo mese con NAO che quindi rimarrebbe su territori mediamente negativi. Questa configurazione fa anche pensare ad un pattern SCAND - possibile  per gran parte del mese.

La particolare situazione delle SSTA in Nord Pacifico con anomalie nettamente positive su gran parte di quella porzione di oceano (NPM++) unita al Jet Stream più bassi rispetto alla stagione estiva, fa pensare ad un PNA negativo in questo mese. Per concludere il quadro delle teleconnessioni, l’EA è attesa debolmente negativa.

 

Questo primo scorcio mensile sta vedendo una debole intensità delle correnti zonali sul nostro settore emisferico con maggiore frequenza di scambi meridiani. Siamo stati, e saremo ancora nei prossimi giorni, sfiorati da aria artica che sta interessando maggiormente l’Europa settentrionale ed orientale. In questa fase sono possibili veloci peggioramenti che interesserebbero principalmente il centro-sud, temperature leggermente sotto la media un po’ ovunque.

 

Tra fine prima e inizio seconda decade è ipotizzabile una temporanea ripresa zonale che si tradurrebbe in maggiore invadenza atlantica verso l’Europa centro-occidentale. Questa configurazione dovrebbe portare un clima piuttosto variabile con passaggi perturbati più probabili al nord alternati a distensioni altopressorie che coprirebbero maggiormente il sud, temperature in media o leggermente sopra durante i richiami caldi.

 

Dopo metà mese è possibile una ripresa degli scambi meridiani con ingresso di un’ampia saccatura polare-marittima fin sul mediterraneo. In questo frangente le precipitazioni sarebbero abbondanti su tutti i settori con temperature leggermente sotto la norma.

Gli ultimi giorni del mese dovrebbero portare un parziale cambiamento di pattern con anticiclone maggiormente presente sul nord Europa e sbuffi freddi da est sulle nostre regioni orientali.

Complessivamente il mese dovrebbe risultare circa in media termica su tutto il Paese con leggeri scarti negativi sui settori adriatici. Le precipitazioni dovrebbero essere sopra la norma su tutta Italia con anomalie più contenute sul settore alpino. 

 

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Proiezioni mensili – SETTEMBRE 2019
(aggiornamento del 31/8/2019) 

Terminata l’estate, l’ennesima molto calda su gran parte d’Europa, è tempo di approcciarsi con il primo mese della stagione autunnale.

Il Vortice Polare comincia a muovere i primi passi a causa del raffreddamento radiativo sulla verticale del Polo e le fasce tropicali subiscono una rapida contrazione, spostando il proprio centro d’azione ben più a sud.

Torna quindi, nella nostra previsione, l’analisi dell’AO e lasceremo quella dell’ITCZ. Dopo un’estate molto critica per i ghiacci artici che faceva presagire un minimo di estensione molto basso e vicino ai record minimi del 2012, nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un forte rallentamento della fusione dei ghiacci grazie alla prematura formazione del Vortice Polare in troposfera, rimanendo quindi ben lontano dai valori bassissimi di 7 anni fa. Questa rapida instaurazione della bassa pressione Polare fa pensare ad una AO che dovrebbe continuare su valori leggermente positivi anche nel mese appena iniziato.

La NAO dovrebbe invece continuare il periodo negativo, specie nella prima parte del mese, a causa del perdurante tripolo Atlantico negativo. 

Da dire che nelle ultime settimane questa anomalia si è assottigliata parecchio e questo potrebbe portare un valore più neutro nella seconda parte del mese.

Dovrebbe continuare anche la fase positiva del PNA con ssta pacifiche che continuano a risultare molto sopra la media, in un pattern assimilabile al NPM+.  Infine, l’EA dovrebbe risultare intorno alla neutralità con fase più negativa nella prima parte e positiva nella seconda.

Ci aspettiamo una prima parte del mese che trascorrerebbe con frequenti passaggi nord atlantici, clima che quindi risulterebbe spesso instabile-perturbato un po’ in tutto il paese. Le temperature dovrebbero risultare leggermente sotto la media.

Dopo metà mese, gli attesi mutamenti degli indici sopra descritti, porterebbero una fase maggiormente zonale con nord Italia e  centrali tirreniche maggiormente coperte dall’anticiclone con clima stabile e mite. Il sud e le centrali adriatiche sarebbero ancora interessate da correnti settentrionali, fresche ed instabili.

Negli ultimi giorni del mese il jet stream dovrebbe gradualmente abbassarsi di latitudine con nuovi ingressi atlantici sul nord e sud stavolta più protetto.

Complessivamente il mese dovrebbe risultare circa in media termica sulle regioni occidentali, leggermente sotto la media sulle regioni adriatiche e al sud.

Le precipitazioni potrebbero risultare sopra la media su tutto il Paese, specie al centro-sud.

 

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Proiezioni mensili – AGOSTO 2019
(aggiornamento del 31/7/2019) 

Eccoci ritrovati con il consueto appuntamento delle previsioni mensili. Ci apprestiamo ad entrare nell’ultimo mese estivo, all’inizio del mese si raggiunge l’apice dell’espansione delle fasce tropicali che poi si abbassano rapidamente nelle seconda parte mensile.

L’indice ITCZ, nelle sue due porzioni est ed ovest, ci da un’indicazione sul posizionamento latitudinale della cella di Hadley; dopo un andamento che fino ad ora è stato oltre la norma di riferimento per entrambe le zone, ci aspettiamo un proseguimento simile, con anomalie maggiori nella parte orientale a causa del IOD ancora ben positivo.

Spostandoci ai principale indici teleconnettivi e lasciando per ora ancora perdere l’AO, abbiamo una NAO che continua a viaggiare in territorio negativo e probabilmente continuerà a farlo anche nel prossimo mese con possibilità di chiudere su valori piuttosto consistenti (a causa del marcato tripolo Atlantico negativo e della crisi dei ghiacci artici che favorisce la formazione di anticicloni di blocco alle alte latitudini), il PNA dovrebbe viaggiare intorno alla neutralità con SSTA pacifiche tendenti a PDO+ ma con forte anomalia positiva sullo stretto di Bering, infine l’EA dovrebbe chiudere su valori leggermente positivi.

La prima parte del mese dovrebbe vedere una corrente a getto piuttosto attiva sul continente e anche piuttosto bassa di latitudine, ne consegue un tempo più stabile e caldo al centro-sud mentre il Nord dovrebbe fare i conti con il possibile passaggio di rapidi fronti perturbati che darebbero i propri frutti soprattutto sulle aree a nord del Po.

A partire dalla seconda decade si potrebbe assistere ad una maggiore difficoltà da parte del jet stream nell’entrare sul continente mentre dovrebbe continuare ad essere basso e teso in Atlantico con disposizione SW-NE. In questo frangente sussistono le possibilità per una nuova ondata di calore a colpire principalmente il centro-nord.

Un cambiamento è atteso solamente per gli ultimi giorni del mese con anticiclone nuovamente pronto a puntare verso il Nord Atlantico con possibilità di ingresso di correnti più umide atlantiche verso il Mediterranneo centro-occidentale.


Nel complesso il mese dovrebbe trascorrere con anomalie termiche ben positive su tutto il Paese. 

Le precipitazioni dovrebbero risultare sopra la media sul settore alpino e al nord-ovest mentre sotto la media sulle regioni centrali.


 

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Proiezioni mensili – LUGLIO 2019
(aggiornamento del 1/7/2019) 

L’estate meteorologica è iniziata con un mese estremamente caldo sul bacino centro-occidentale del mediterraneo ed Europa centrale, con molti record assoluti battuti nell’ultima decade. Cerchiamo ora di capire se luglio continuerà su questa strada o se ci lascerà un po’ di respiro.

 

Siamo ormai nel pieno della stagione calda, il vortice polare troposferico è al punto di minima intensità, si fanno sempre più influenti le dinamiche tropicali e la configurazione delle ssta per l’andamento meteo delle nostre zone di appartenenza.

 Analizzando le anomalie superficiali oceaniche in Atlantico si nota ancora la presenza di un tripolo negativo con pozza fredda in zona RM e questo ci lascia pensare ad una prosecuzione della fase di NAO-  nel prossimo mese. La robusta anomalia positiva in zona tropicale sul settore est-Atlantico lascia invece presagire un EA decisamente positiva. 

 Spostandoci nel Pacifico, una situazione ancora non ben definita in area PDO e un NINO ormai in fase morente, dovrebbero favorire un andamento del PNA piuttosto altalenante e poco definito, con media mensile che dovrebbe chiudere leggermente negativa.

 Analizzando la forzante tropicale, si prevede un’ITCZ sopra la media in entrambe le sue componenti ovest ed est. Questo perché il monsone indiano dovrebbe continuare più intenso della norma mentre il monsone ovest africano (WAM), dopo una partenza in sordina, dovrebbe intensificarsi nelle prossime settimane.

 

Il mese si aprirà con i residui dell’azione calda da record di fine giugno, risentiremo un po’ in tutta Italia ancora per qualche giorno della massa d’aria africana giunta sull’Europa centro-meridionale e che senza un robusto ricambio d’aria è difficile da rimuovere. Ricambio d’aria che non dovrebbe tardare molto al Nord Italia, già a metà della prima settimana del mese, correnti più miti atlantiche dovrebbero portare un moderato calo termico accompagnato da temporali diffusi. Ancora sotto correnti calde o molto calde il centro-sud a causa della permanenza di una goccia fredda al largo delle coste portoghesi.

Verso la fine della prima decade, l’assorbimento della stessa goccia fredda e il conseguente spostamento verso est, potrebbe portare una maggiore ondulazione verso il Mediterraneo centrale. Colpito maggiormente da calo termico e temporali il Nord Italia mentre, almeno inizialmente, il centro-sud potrebbe sperimentare una nuova forte ondata di calore. 

Prima di metà mese comunque anche al sud dovrebbe farsi spazio un sensibile calo termico che dovrebbe riportare le temperature intorno alla media e un passaggio instabile. Non è escluso che questa profonda saccatura evolva poi in cut-off nel corso della seconda decade, in tal caso ci aspettiamo temperature anche sotto la media al nord e parecchia instabilità un po’ in tutto il Paese.

 

L’ultima parte del mese dovrebbe poi vedere nuovamente la perdita della radice dell’anticiclone in Atlantico con sprofondamento verso ovest delle saccature. Il clima tornerebbe ad essere stabile un po’ ovunque ad eccezione del settore alpino che potrebbe vedere qualche temporale e le temperature tornerebbero sopra la media un po’ ovunque ma in special modo al sud.

Complessivamente il mese di luglio 2019 dovrebbe chiudere in media termica al nord e leggermente sopra la media al centro-sud con anomalie maggiori solo in Sicilia.
Le precipitazioni dovrebbero risultare sopra la media ovunque e in special modo sulle regioni centrali.

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Proiezioni mensili – GIUGNO 2019
(aggiornamento del 31/5/2019) 

La primavera astronomica su è conclusa con un mese a dir poco strabiliante considerando il trend attuale, questo maggio infatti è risultato tra i più freddi e piovosi della storia. Cerchiamo ora di capire se anche il primo mese estivo continuerà su questa rotta o se si tornerà a clima più secco e caldo.

Essendo ormai in piena estate, le dinamiche polari hanno definitivamente perso importanza nell’influenza del clima europeo, per questo fino all’autunno lasceremo perdere l’analisi dell’AO e daremo maggiore rilievo allo studio delle forzanti tropicali e alle SSTA. Il venir meno del gradiente Polo-Equatore e il conseguente rilassamento del getto Polare portano ad una maggiore staticità delle figure bariche, influenzate per lo più dalle anomalie superficiali oceaniche, per questo mi aspetto una prosecuzione dell’andamento attuale per i principali indici teleconnettivi, NAO-, PNA- ed EA neutra ci dovrebbero accompagnare anche per il prossimo mese. La QBO positiva dovrebbe garantire una maggiore vivacità del getto subtropicale in ingresso sul continente africano. Questo coadiuvato dalle SSTA positive nel Golfo di Guinea, dovrebbe portare ad un inizio zoppicante per quanto riguarda il monsone ovest-africano con linea ITCZ sotto la media nella prima parte del mese e in graduale espansione verso valori normali nella seconda metà del mese. Lo IOD ben positivo e il monsone indiano più attivo del normale, dovrebbero, invece, portare l’est ITCZ più alto della media.

L’inizio del mese vedrà un radicale cambio di pattern rispetto a quanto visto a maggio, una profonda saccatura si getterà dall’Atlantico verso l’Europa occidentale che provocherà l’innalzamento di un anticiclone di matrice africana prima su Italia ed Europa centrale e successivamente verso i Balcani.

In una primissima fase saranno ancora possibili temporali e clima relativamente fresco al sud ad opera di una goccia fredda precedentemente isolatasi poco ad est dell’Italia ma successivamente caldo e clima stabile saranno presenti ovunque ad esclusione di qualche temporale sul settore alpino.

Verso la fine della prima decade dovrebbe avvenire il taglio dell’alimentazione della suddetta saccatura con isolamento de cut-off sul mediterraneo centro-occidentale. In questa fase saranno possibili temporali anche violenti ad ora di difficile localizzazione anche se più probabili sul Nord e settore tirrenico. Lo spostamento verso est della goccia fredda in fase di colmamento dovrebbe portare una passata instabile anche sulle regioni meridionali con clima più fresco della norma verso metà mese.

La seconda metà del mese dovrebbe vedere una maggior presenza anticiclonica di matrice ibrida sull’Europa occidentale con interessamento anche del centro-nord Italia, più scoperto il Sud che dovrebbe beneficiare di temperature intorno alla media.

Nel complesso il mese dovrebbe chiudere sopramedia termica al centro-nord, con anomalie maggiori proprio al Nord Italia, circa in media invece al sud. Le piogge dovrebbero risultare superiori alla norma al nord ma concentrate soprattutto nella parte centrale del mese, in media altrove.

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Proiezioni mensili – MAGGIO 2019

(aggiornamento del 2/5/2019) 

Il mese di aprile appena concluso ha finalmente visto quel cambio di pattern che aspettavamo per alleviare il pesante deficit idrico che affliggeva il Nord Italia. In questa previsione cercheremo di capire se anche questo mese di maggio proseguirà su questa nuova strada o se si tornerà al clima secco e caldo dei mesi precedenti.

L’ultimo mese primaverile è un po’ un mese di transizione, vengono meno le forzanti polari, con il Final Warming del Vortice Polare Statosferico già avvenuto, e cominciano a farsi più determinanti i fattori tropicali, pur ancora non essendo nel massimo delle forze.

Per quanto riguarda gli indici teleconnettivi da tenere in considerazione (l’AO perde di importanza) la NAO dovrebbe passare più stabilmente su valori negativi, supportata dal perdurante minimo solare e dalle ssta atlantiche in disposizione a tripolo negativo. Il PNA dovrebbe risultare contrastato, le ssta pacifiche senza una chiara caratterizzazione e un SOI ben positivo fanno pensare ad una prima metà del mese contraddistinta dal segno meno mentre la ripresa della concezione tropicale (MJO) nelle fasi 7-8-1 propende per una seconda parte mensile verso la positività.

Guardando alle ssta atlantiche, le anomalie neutre in area tropicale e quelle positive nel golfo di Guinea spingono per un EA neutro e un ITCZ più basso della norma nel settore ovest mentre spostandoci nell’oceano indiano, un dipolo (IOD) positivo lascia intendere che la parte est dell’ITCZ potrebbe salire oltre la media durante il mese di maggio.

 

Il mese dovrebbe vedere, nella prima parte, una forte fase artica per l’Europa Centrale, aria artica che potrebbe investire anche il nostro Paese con peggioramento a carattere freddo ad interessare soprattutto Nord-est e regioni centrali; la neve dovrebbe momentaneamente scendere fino a quote molto basse su Alpi orientali e Appennino.

Un miglioramento è atteso per la parte finale della prima decade con temperature che tornerebbero in linea con le media stagionali.

Nella seconda decade dovremmo assistere ad una fase più marcatamente zonale con anticiclone disposto sui paralleli e possibile instabilità nelle aree alpine e zone interne con temperature intorno alla media del periodo.

L’ultima parte del mese potrebbe vedere un nuovo abbassamento del getto verso il Mediterranneo centrale, in tal caso assisteremmo ad una fase nuovamente contraddistinta da molte precipitazioni, specie al centro-sud e temperature sotto la media un po’ ovunque.

Complessivamente mi aspetto un mese di maggio con temperature sotto la media un po’ ovunque e precipitazioni sopra la media nelle aree peninsulari.

A cura di Daniele Cavazzoni

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Proiezioni mensili – APRILE 2019

(aggiornamento del 29/03/2019) 

Ormai concluso il mese di marzo che ha visto la prosecuzione del periodo secco al Nord Italia e il conseguente aggravarsi della siccità che da mesi imperversa anche nelle nostre zone, ci apprestiamo ad entrare nel secondo mese primaverile con la speranza che il pattern bloccato da mesi possa evolvere verso fasi più umide per la nostra penisola.

Stiamo ancora risentendo degli effetti dello Stratcooling avvenuto a fine febbraio, Vortice Polare che seguita a rimanere più intenso rispetto alla media del periodo e questa fase dovrebbe proseguire anche per la prima metà (almeno) del prossimo mese, mi aspetto quindi un AO positiva anche ad aprile.
Lo stesso discorso riguarda la NAO che perdura su valori positivi da un anno circa e che neppure il MMW di fine anno è riuscito ad interrompere; in mancanza di forzanti e con un NINO che, nonostante le difficoltà avute finora nell’accoppiamento oceano-atmosfera, sta continuando su valori deboli, non mi aspetto un cambio di segno dell’indice nordatlantico per i prossimi mesi.
Appunto per il debole Nino e per il coriaceo pattern EPO+ che ci interessa da qualche mese, mi aspetto un PNA anch’esso leggermente positivo. 

Concludiamo la parte riguardante gli indici con l’EA che, date le SSTA atlantiche non molto caratterizzate e la dinamicità che mi aspetto nel prossimo mese, dovrebbe chiudere su valori mediamente neutri.

La prima decade del mese dovrebbe finalmente essere contraddistinta da una fase piovosa, una saccatura atlantica con contributo di aria artica dovrebbe scendere sul mediterraneo centro-occidentale e poi evolvere a cut-off. In questo periodo le piogge dovrebbero interessare a fasi alterne un po’ tutte le regioni con temperature grossomodo in media o leggermente sotto al Nord.

Già a cavallo tra la prima e la seconda decade, il cut-off dovrebbe andare esaurendosi con palude barica ad interessare l’Italia con correnti orientali. In questa fase saranno possibili temporali specie sulle regioni centrali con temperature circa in media o lievemente sotto sulle regioni adriatiche.

L’ultima parte del mese dovrebbe vedere un generale miglioramento con maggiore invadenza anticiclonica sul nostro Paese, specie sulle regioni settentrionali con temperature sopra la media.

Proiezione stagionale aprile 2019

Complessivamente il mese dovrebbe chiudere leggermente sopramedia termica su tutta Italia ad esclusione dell’estremo Sud e dell’estremo nord-est. Le precipitazioni dovrebbero risultare sopra la media un po’ ovunque, specie sulle regioni centrali mentre sotto la media ancora al nord ovest.

A cura di Daniele Cavazzoni

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Proiezioni mensili – MARZO 2019
(aggiornamento del 27/02/2019) 

Archiviato un inverno che è risultato avaro di neve e un febbraio oltremodo mite e stabile, ci apprestiamo ad entrare nel primo mese di primavera meteorologica.
Sono venuti meno, ormai già da giorni, gli effetti del condizionamento troposferico a seguito del MMW di fine anno (condizionamento tra l’altro piuttosto atipico) e l’AO ha virato su valori ben positivi.

Come spesso accade per complesse dinamiche di interazione strato-tropo che non mi dilungo nel spiegare, ad un evento di questo tipo ne segue uno del tipo opposto ed ecco che ci troviamo in questi giorni con un consistente raffreddamento e accorpamento del Vortice Polare Stratosferico, tale da portare al superamento della soglia NAM e decretare l’ESE (Evento Stratosferico Estremo) che dovrebbe portare ad un nuovo ma opposto condizionamento troposferico.
Per questo motivo mi aspetto un’AO media ben positiva nel prossimo mese. Anche la NAO dovrebbe mantenersi su valori positivi anche se l’ampiezza del Vortice Polare e il suo dislocamento mi fanno pensare ad un getto piuttosto basso e quindi non mi aspetto valori elevati di questo indice. 
Per lo stesso motivo mi aspetto un EA neutro mentre una buona vivacità del getto anche sul continente americano mi fa pensare ad un PNA leggermente negativo.

La prima parte del mese dovrebbe passare con una buona vivacità del getto Atlantico in ingresso sul continente con rapido susseguirsi di deboli saccature e modesti promontori altopressori. Questa sarà l’occasione per un ritorno di qualche pioggia al nord dopo il lungo periodo asciutto, le temperature dovrebbero risultare circa nella media al nord e lievemente sopra la media al centrosud, la neve dovrebbe cadere dalle quote medie su Alpi e Nord Appennino.

La parte centrale del mese dovrebbe invece vedere un più corposo affondo del getto su Europa centro-occidentale, in questa fase le precipitazioni potrebbero colpire un po’ tutto il Paese con temperature ancora sopra la media su centrali adriatiche e Sud mentre più vicine alla norma su tirreniche e Nord Italia.

Nell’ultima parte del mese invece si dovrebbe assistere ad un fisiologico innalzamento del Jet-stream con clima nuovamente più stabile e mite un po’ su tutta Italia.

Nel complesso il mese dovrebbe chiudere sopra la media termica un po’ su tutto il Paese tranne al Nord-ovest e in maniera maggiore su medio adriatico e Sud Italia.
Le precipitazioni dovrebbero risultare sopra la media ovunque tranne al nord-ovest.

A cura di Daniele Cavazzoni

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Proiezioni mensili – FEBBRAIO 2019
(aggiornamento del 30/01/2019) 

L’ultimo mese invernale risentirà inevitabilmente del major midwinter warming avvenuto a fine 2018, la letteratura scientifica dice che a seguito del mmw e quindi dell’ESE (Evento Stratosferico Estremo) dobbiamo aspettarci un indice AO mediamente negativo per i successivi 45/60 gg, per questo ritengo che per gran parte del mese in corso il Vortice polare risulterà disturbato con AO mensile che chiuderà negativa.

Nonostante fino ad ora il condizionamento troposferico non sia stato sempre continuo e chiaro, con NAO che è risultata spesso positiva a causa dell’invadenza delle vorticità canadesi verso il Nord Atlantico, mi aspetto una destrutturazione più marcata per il prossimo mese con NAO in graduale calo nel corso del mese.

Una situazione in area PDO piuttosto blanda e senza una chiara direzione abbinata ad un NINO altalenante e scarsamente influente, mi fanno pensare ad un poco chiaro andamento del PNA che dovrebbe risultare su valori medi neutri nel prossimo mese. Anche l’EA dovrebbe chiudere circa neutra data la mutevole configurazione in Atlantico.

Venendo alla previsione per il nostro Paese, esaurita la fase atlantica dei primissimi giorni del mese, che porterà tante precipitazioni principalmente piovose sul nostro territorio, mi aspetto un miglioramento del tempo a partire dal nord già dall’inizio della prima settimana di febbraio, a causa dell’espansione verso est dell’anticiclone Atlantico.

Un arretramento del lobo canadese del Vortice Polare verso il Canada occidentale a fine prima decade, potrebbe portare ad un impulso verso nord-est dello stesso anticiclone oceanico che potrebbe creare un ponte con l’hp termico che precedentemente si sarà espanso enormemente sul continente asiatico.
Questo ponte altopressorio porterà all’afflusso di correnti molto fredde da est verso l’Europa centrale e il nostro Paese con probabile maggiore interessamento del centro-nord.
Questa fase vedrà temperature sotto la media, specie al centro nord e la possibilità di precipitazioni nevose sulle stesse zone. Questa fase dovrebbe perdurare, con ripetuti impulsi, per tutta la seconda decade e per la prima parte della terza.
Non è da escludere in questo periodo la possibilità di un evento potenzialmente gelido per l’Europa, difficile al momento stabilire chi potrebbe essere colpito ma le possibilità maggiori sono per l’Europa centrale con parziale interessamento de Nord Italia.

L’ultima parte del mese dovrebbe vedere un primo rinforzo del Vortice Polare con maggiore invadenza dell’Anticiclone da ovest e possibile palude barica ad interessare le nostre regioni meridionali.
In questa fase le precipitazioni dovrebbero interessare maggiormente il meridione mentre un miglioramento con rialzo termico dovrebbe interessare il centro nord.

Complessivamente il mese dovrebbe risultare sottomedia termica al centro-nord e soprattutto al Nord Italia, in media al sud.
Le precipitazioni me le aspetto sopra la media su tutta Italia tranne il settore alpino e il Nord-ovest.

A cura di Daniele Cavazzoni

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Proiezioni mensili – GENNAIO 2019
(aggiornamento del 04/01/2019) 

Con un po’ di ritardo e con una versione un po’ "zoppa" ma eccoci per il consueto appuntamento mensile sulla previsione per il mese che verrà. 
Purtroppo lo shutdown americano in atto da prima di Natale, ha effetto anche su alcuni servizi del NOAA, tra questi anche la pagina per la creazione delle mappe di reanalisi. Per questo la previsione in essere sarà più scarna e a rischio di errori, devo affidarmi solamente alle mie idee senza aver alcun appoggio delle mappe, mancherà anche la mappa finale sulle anomalie di geopotenziali previste.
Fatta questa doverosa premessa, passiamo ai fatti.

Abbiamo assistito a fine anno ad un intenso riscaldamento in stratosfera, si sono raggiunti valori record per il periodo. Questo warming ha portato, a cavallo tra fine ed inizio anno, all’inve zonale a 10 hPa e quindi al major midwinter warming.
Senza soffermarmi troppo sulle modalità di questo mmw, è doveroso sottolineare il suo sviluppo anomalo, partito con una forte azione ad un’onda per poi sfociare prima nella bilobazione e poi nello split dei lobi del Vortice Polare Stratosferico. Questo split ha portato in questi giorni ad un Evento Stratosferico Estremo (ESE) con NAM precipitato ben sotto la soglia per la classificazione a ESE, è quindi ipotizzabile (secondo letteratura scientifica) una fase di 45/60 gg con AO mediamente negativa.
Le particolari modalità di questo mmw, si ripercuotono anche sulla sua trasmissione in troposfera, più diluita a causa dei continui disturbi in alta stratosfera.
In una prima fase l’asse non sarà favorevole ad avere NAO negativa mentre in una seconda fase, dopo metà mese, anche questo indice dovrebbe scendere su valori leggermente negativi.
Viceversa, nel Pacifico, si continuerà ad avere sostanziale inibizione di ondulazioni marcate, con PNA che dovrebbe mantenersi su valori leggermente positivi.

La fase attuale con blocco Atlantico addossato all’Europa occidentale continuerà ancora per tutta la prima decade del mese portando apporti freddi da nord con precipitazioni relegate alle zone adriatiche del centro-sud.
Un primo impulso stratosferico porterà alla risoluzione del blocco Atlantico con un lobo del Vortice Polare che si instaurerà sul Nord Europa; in questa fase (verso metà mese) è ipotizzabile una robusta azione Polare Marittima fin sul Mediterraneo, precipitazioni saranno possibili anche nelle aree saltate dai precedenti impulsi settentrionali, in un contesto termico intorno alla media, leggermente sotto al nord, possibilità di nevicate fino in pianura al nord in caso di cuscino freddo.

Come ho scritto in precedenza, dopo metà mese dovremmo assistere ad un graduale calo della NAO, una zona di alta pressione potrebbe isolarsi sul settore Russo-Scandinavo con “strappi” atlantici e sbuffi più freddi da est che potrebbero interagire alle medio-basse latitudini europee. 

Clima a tratti perturbato che potrebbe colpire un po’ tutta l’Italia, con maggiore insistenza il centro-nord con ancora possibilità di nevicate fino a quote basse o di pianura stante le temperature leggermente sotto la media.

L’ultima parte del mese potrebbe risentire maggiormente degli effetti “canonici” del mmw grazie ad un secondo warming previsto tra qualche giorno, stavolta con asse più favorevole.
Il blocco precedentemente descritto potrebbe spostarsi verso il Nord Atlantico con destrutturazione più massiccia del Vortice Polare in un contesto di AO e NAO negative.
Correnti anche molto fredde da Nord-est dovrebbero muoversi in direzione del centro Europa, difficile al momento indicare una traiettoria precisa ma anche in questo caso potrebbe coinvolgere maggiormente il centro-nord.

Nel suo complesso il mese dovrebbe chiudere sottomedia termica su tutto il Paese. Le precipitazioni dovrebbero risultare sopramedia al centro- nord.

A cura di Daniele Cavazzoni


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Proiezioni mensili – DICEMBRE 2018

(aggiornamento del 27/11/2018) 

Si sta concludendo in questi giorni un autunno che è risultato molto  mite sul nostro comparto con zonalità piuttosto marcata come testimoniano i principali indici teleconnettivi che sono risultati mediamente positivi nei primi due mesi mentre più neutrali nel mese di novembre (fig.1 e fig.2).


Fig.1 - Andamento indice AO



NAO
Fig.2 - Andamento indice NAO


Questo contenimento delle masse artiche, con scarsi e poco rilevanti disturbi verticali, hanno consentito uno sviluppo intenso del VP, che è risultato più freddo del normale in questo primo scorcio di “vita”.

Un elevato snowcover (fig.3, sotto), che è incrementato notevolmente dopo i valori sotto la media di inizio ottobre, ha portato alla formazione già nel mese di novembre, di un robusto anticiclone termico sulle pianure siberiane.

Snow Cover
Fig.3 - Snow Cover

 

Questo tipo di anticicloni sono di difficile rimozione e possono portare un notevole disturbo alla colonna del Vortice Polare nel caso si abbia un rinforzo zonale in Atlantico, in quanto poi la corrente a getto Polare, non riuscendo ad entrare nel continente asiatico, causerebbe una notevole divergenza e da lì andrebbe a destabilizzare il Vortice Polare sia in troposfera che in stratosfera.


Questa dinamica è vista dai modelli per i primi giorni de mese di dicembre quindi mi aspetto un VP destrutturato nel corso de mese con AO media negativa. 

Il disturbo ipotizzato dovrebbe risultare a “due onde” con buona attività quindi anche della seconda onda in Stratosfera, mentre in troposfera potrebbe instaurarsi un pattern a 3 onde dato il forte anticiclone termico russo, questo mi porta a pensare ad una NAO anch’essa negativa e ad un EA/WR positivo.


Fig.4 - EA/WR Pattern tra gennaio e ottobre.

 

Passando all’analisi delle SSTA (fig.5)

SSTA
Fig.5 - SSTA

Abbiamo un NINO in intensificazione (specie nella parte orientale) e in climatologia questi eventi di ENSO positivo portano al rinforzo della semipermanente aleutinica con PNA positivo; in Atlantico invece è in fase di rapida modifica il tripolo che ci accompagna dall’inizio dell’anno e che ha estremizzato la fase di NAO+ da marzo in avanti.

 

Passando alla previsione per il comparto europeo e italiano, la prima parte del mese vedrà un reset barico importante rispetto a quanto avuto nella seconda parte di novembre, il travaso di vorticità verso il settore canadese e groenlandese porterà un rinforzo della zonalità in Atlantico con Jet stream teso all’ingresso de continente europeo, questo porterà una fase anticiclonica molto mite su tutta Italia.

Dalla fine della prima decade comincerà a farsi sentire il lavoro dell’anticiclone termico russo, mi aspetto una retrogressione verso ovest delle vorticità canadesi con onda lunga che dall’Atlantico si dirigerebbe verso Nord-est e correnti molto fredde che da est si sposterebbero verso il bacino del Mediterraneo. Mi aspetto una fase centrale del mese molto fredda un po’ su tutta Italia, difficile ad ora individuare una traiettoria dei nuclei in retrogressione ma più colpiti da freddo e possibili nevicate fino a quote di pianura sembrano essere i settori adriatici.

L’ultima parte del mese dovrebbe vedere una maggiore invadenza anticiclonica verso il nostro Paese, specie al Nord, con sud ancora interessato da correnti da est e clima più freddo della norma, possibili ancora fasi di neve fin sulle coste all’estremo Sud in un contesto però più stabile rispetto alla parte centrale del mese.

Proiezione stagionale dicembre 2018

In sostanza, mi aspetto un primo mese invernale con temperature sotto la media su tutto il Paese, escluse le Alpi, con anomalie più marcate al sud. Più difficile la previsione sulle precipitazioni in quanto molto dipenderà dalla traiettoria dei nuclei in retrogressione ma generalmente mi aspetto lieve sottomedia pluvio al nord e sopramedia al Sud.

A cura di Daniele Cavazzoni

 

 

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Proiezioni mensili – NOVEMBRE 2018
(aggiornamento del 30/10/2018)

Eccoci giunti alla previsione per l’ultimo mese autunnale. Mese che climatologicamente vede già un Vortice Polare maturo e in ulteriore approfondimento con vicende stratosferiche che in questo mese potrebbero influire sulla prima parte dell’inverno. Ma veniamo all’analisi di questo mese che sta per iniziare.

Stiamo assistendo ad un approfondimento abbastanza deciso del Vortice Polare su tutta la sua colonna, questo probabilmente ci accompagnerà anche nel prossimo mese con AO prevista positiva. Dal posizionamento del VPT verso l’area canadese e groenlandese si deduce che probabilmente anche la NAO sarà lievemente positiva e questo in accordo con il tripolo sst in Atlantico che, seppur attenuato, mostra ancora segnali da NAO+. 

Mi aspetto un PNA sostanzialmente neutro, abbiamo forti anomalie positive nelle sst nel nord Pacifico che farebbero pensare ad un indice negativo ma di contro c’è un NINO in sviluppo che solitamente porta ad una positività del PNA; c’è da dire che negli ultimi giorni lo sviluppo del NINO ha subito un arresto ma è probabile che riprenda nel corso del prossimo mese. Per finire l’analisi degli indici, c’è da ricordare l’EA che non mi aspetto abbia un segno prevalente e invece un EA/WR che, complice una prima parte mensile molto negativa, dovrebbe chiudere su valori negativi.

Passando alla parte previsionale, mi aspetto un mese diviso in due parti ben distinte: una prima (fino agli inizi della seconda decade) contraddistinta da una buona attività atlantica con saccatura in ingresso sul mediterraneo centro-occidentale e muro altropressorio su est Europa.
In questa fase il tempo sull’Italia dovrebbe essere spesso perturbato e con temperature sopra la media, specie al Sud.

La seconda parte invece me la aspetto ben diversa, potrebbe rivedersi una buona attività dell’anticiclone in Atlantico con discese artiche ad investire soprattutto l’Europa Orientale. Correnti spesso da Nord o Nord-ovest sul nostro Paese dovrebbero garantire clima fresco e piuttosto asciutto al Nord mentre qualche passaggio perturbato veloce potrebbe colpire il Sud.

Nel complesso il mese dovrebbe chiudere circa in media termica su gran parte del Paese e leggermente sopramedia solamente al Nord-ovest e altro Tirreno mentre le precipitazioni dovrebbero risultare in media su tutto il Paese grazie alla prima parte perturbata.

A cura di Daniele Cavazzoni

 

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Proiezioni mensili – OTTOBRE 2018
(aggiornamento del 3/10/2018)


Eccoci come di consueto, all’appuntamento con le previsioni mensili. Appena terminato un mese di settembre che ha visto il proseguimento del coriaceo pattern estivo con clima caldo e piuttosto secco e occasioni piovose relegate al passaggio di gocce fredde, anche ottobre è partito con una configurazione simile. La corrente a getto continua a scorrere alta sul nostro continente e le perturbazioni atlantiche non riescono ad entrare sul Mediterraneo. Questo è un chiaro segnale della fase NAO positiva che perdura ormai da mesi e che non sembra mollare la presa nemmeno nel corso di questo mese.

Di contro abbiamo invece un vortice polare che dopo un buon sviluppo nel mese di settembre, sembra andare incontro ad una fase più difficile, con forte iniezione di calore verso il polo a causa di un robusto anticiclone dinamico sull’Alaska.

Mi aspetto quindi un’AO debolmente negativa e un PNA negativo nel mese di ottobre. A corredo, per completare il quadro teleconnettivo, mi aspetto un EA debolmente positivo mentre la QBO è nel pieno della fase negativa e l’ENSO permane su valori neutri, in attesa del probabile sviluppo del NINO nei prossimi mesi.

Venendo alla previsione vera e propria, come già scritto in precedenza questa prima parte del mese vedrà ancora un campo di pressione piuttosto livellata sul mediterraneo, in questa palude barica su potranno inserire alcune gocce fredde in ingresso da nord-ovest e in isolamento data la rapida chiusura dell’hp all’alimentanzione fredda da nord. Temperature previste circa in media o leggermente sopra e piovosità di difficile localizzazione ma più probabile sui settori occidentali. Già prima di metà mese mi aspetto uno sprofondamento del getto in Atlantico e la nuova formazione di un robusto anticiclone continentale sull’Europa. 

Proizione stagionale 0ttobre 2018
Clima molto mite e asciutto su tutto il nostro paese. Questo tipo di configurazione potrebbe essere di lenta e complicata rimozione ed è possibile che ci accompagni fino all’ultima decade quando mi aspetterei un’espansione della cella di hp verso nord-ovest con possibile tunneling basso delle basse pressioni che dall’Atlantico potrebbero spingersi verso il Mediterraneo occidentale, in questo caso potremmo avere tempo perturbato soprattutto al Settentrione e clima ancora piuttosto mite un po’ ovunque.

Per concludere, mi aspetto un mese nel complesso sopramedia termico e anche molto sopramedia nei settori occidentali e con piovosità nella media al nord e sottomedia al centro-sud.

A cura di Daniele Cavazzoni

 

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Proiezioni mensili – SETTEMBRE 2018
(aggiornamento del 30/08/2018)

Terminata l’ennesima estate sopramedia ci apprestiamo ad entrare nell’autunno meteorologico, in questa rubrica proveremo, come sempre, a capire che tempo aspettarci nel prossimo mese di settembre.
L’estate appena trascorsa è stata caratterizzata da un coriaceo anticiclone posizionato sul centro nord Europa, derivante da un pattern NAO+. Questa configurazione ha portato spesso correnti da Est sul nostro Paese con Nord protetto maggiormente dall’alta pressione e Sud con clima spesso instabile e più fresco della media.

Mi aspetto una prosecuzione di tale pattern anche nel primo mese autunnale con NAO ancora positiva e PNA su valori mediamente neutri. Un neonato Vortice Polare già piuttosto attivo, grazie alla NAO estiva positiva e ad una buona tenuta dei ghiacci artici, mi fa propendere per un AO anch’essa positiva nel prossimo mese, questo dovrebbe portare ad un modesto abbassamento del fronte polare nella seconda parte del mese. 

Le modifiche delle ssta in area Nord atlantica dell’ultimo mese (specie in area TNA) fanno pensare ad un EA media neutra.

Venendo alla previsione vera e propria, il mese si aprirà con una breve fase instabile per ingresso di stretta saccatura in isolamento sul centro nord Italia. Già nella prima metà della prima decade assisteremo ad un miglioramento con un promontorio di HP che riporterà tempo stabile e un po’ caldo specie al sud Italia. Una nuova pulsazione dell’anticiclone oceanico verso Nord-est porterà un nuovo ingresso instabile che coinvolgerà principalmente il centro sud. Nella seconda parte del mese, come scritto sopra, mi aspetto un moderato abbassamento della corrente a getto con anticiclone che dal Nord Europa si sposterebbe sui parallelo dell’Europa centrale. Anche in questa fase sarebbe il Sud Italia il più interessato da maltempo e temperature sotto la media mentre più protetto risulterebbe il Nord con temperature circa nella media e correnti da est. Non è da escludere un ingresso perturbato più organizzato da nord ovest a fine mese.

Settembre 2018

Ricapitolando, il mese dovrebbe risultare in media termica al centro nord e leggermente sotto la media al Sud. Le precipitazioni dovrebbero seguire lo stesso schema, in media al Nord e sopramedia al centrosud.

A cura di Daniele Cavazzoni

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Proiezioni mensili – AGOSTO 2018

(aggiornamento del 31/07/2018)

Eccoci arrivati alla previsione per l’ultimo mese estivo. Un’estate che fino ad ora è risultata piovosa e lievemente più calda de normale, questa anomalia deriva da un leggero ma costante sopramedia mentre quelli che sono venuti a mancare sono i picchi di calore di cui la bella stagione ci aveva (purtroppo) abituato negli ultimi anni. Le cose però potrebbero cambiare nel prossimo mese ma andiamo con ordine.
Tra la fine di luglio e la prima parte di agosto l’espansione delle fasce tropicali raggiunge il proprio apice e di conseguenza anche l’ITCZ raggiunge i livelli più elevati dell’anno, mediamente invece nella seconda parte de mese si assiste ad un rapido decadimento e a volte si assiste alla classica “rottura estiva” dopo ferragosto. Anche in questo mese di luglio (come a giugno) l’ITCZ si è assestato in media o leggermente sopra ad ovest e sopramedia ad est anche a causa di un monsone indiano veramente intenso quest’anno. Continua una buona attività della bassa pressione polare che sta conservando i ghiacci artici maggiormente rispetto agli ultimi anni e contribuisce a mantenere un elevato gradiente sugli oceani con corrente a getto piuttosto tesa. Questo, insieme al coriaceo tripolo atlantico, ha contribuito e contribuirà a mantenere un indice NAO positivo.
Già detto quindi del tripolo Atlantico, le ssta non sono cambiate parecchio nell’ult mese; l’ENSO rimane pressoché neutro, sul Nord Pacifico si ha una sorta tripolo fotocopia di quello Atlantico con zonalità tesa e PNA che di conseguenza dovrebbe risultare altalenante e vicina alla neutralità come valore medio. Spostandoci nell’Atlantico abbiamo ancora un TNA negativo che dovrebbe favorire un’EA neutra e, insieme al TSA ancora positivo dovrebbe mantenere su valori normali la parte occidentale dell’ITCZ.

Veniamo ora alla previsione per il prossimo mese. Mese che dopo una certa dinamicità degli ultimi trascorsi potrebbe vedere un pattern invece decisamente più bloccato. Già dai primi giorni un robusto HP ibrido (oceanico con contributi dal continente africano) si instaurerà sul Mediterranneo centro occidentale. Come ci hanno insegnato gli ultimi anni, queste figure sono di lenta evoluzione e possono persistere per parecchi giorni. Verso la fine della prima decade un momentaneo abbassamento de fronte Polare sull’europa potrebbe portare qualche disturbo sulle Alpi e un modesto calo termico sulla nostra Penisola ma già dall’inizio della seconda decade mi aspetto di nuovo una disposizione sw-ne de getto in Atlantico e quindi una nuova pulsazione del’anticiclone verso nord-est, anche in questa fase (come ad inizio mese) l’estremo sud dovrebbe essere risparmiato dalle anomalie termiche maggiori grazie all’influenza di correnti instabili orientali.
Poche le novità che mi aspetto anche nella seconda parte del mese, probabilmente un fisiologico spostamento verso est dei massimi di geopotenziale a causa di una maggior spinta delle correnti atlantiche da ovest. In questo caso qualche disturbo potrebbe farsi sentire sul Nord-ovest della sul settore alpino con anomalie termiche maggiori che si sposterebbero verso le regioni adriatiche e i Balcani.

 

Nel complesso mi aspetto un mese sopramedia termica su tutto il Paese è in particolare su centro-nord e settori adriatici, in media potrebbe chiudere solamente la Sicilia. Le precipitazioni dovrebbero risultare sottomedia in tutta Italia ad esclusione del settore alpino e delle Isole Maggiori, le anomalie negative più consistenti dovrebbero riguardare le regioni dell’alto Adriatico.

 

A cura di Daniele Cavazzoni

 

Proiezioni mensili – LUGLIO 2018
(aggiornamento del 01/07/2018)

Stiamo entrando nel cuore della stagione calda, luglio è il mese centrale dell'estate e come tale generalmente è un mese con scarso dinamismo delle figure bariche nel Nord Emisfero e segnatamente nel nostro continente. La tensione zonale è ai minimi annuali e le fasce altopressorie subtropicali raggiungono il loro apice verso la fine di questo mese. La nostra analisi non può non partire quindi dall'ITCZ che, come già spiegato nella previsione di giugno, è uno degli indici più importanti in questa stagione. Nell'ultimo mese abbiamo avuto un ITCZ circa in media ad ovest e leggermente sopra la media ad est, specie nella seconda decade. Le ssta attuali lasciano presupporre un andamento simile anche nel prossimo mese anche se un assorbimento delle anomalie negative in area TNA, avvenuto negli ultimi giorni, lascia qualche dubbio su una possibile accelerazione anche della porzione occidentale nella seconda parte del mese.

Rimanendo in tema ssta, notiamo un proseguimento della fase positiva del tripolo atlantico che lascia presupporre una NAO positiva anche nel prossimo mese mentre spostandoci nel Pacifico settentrionale, la fase PDO negativa, figlia dell'episodio di NINA avuto lo scorso autunno, sembra ormai totalmente assorbita e per questo mi aspetto un PNA altalenante e senza una chiara direzione.
Nell'Oceano Indiano abbiamo ssta quasi completamente positive che portano ad un IOD sostanzialmente neutro/leggermente positivo e di conseguenza un monsone indiano leggermente superiore alla media. L'enso rimane in fase neutra.  L'area TNA ancora negativa lascia pensare ad una prima parte di luglio ancora con EA neutro/negativo ma, come già scritto sopra, il parziale rientro dell'anomalia negativa in quest'area lascia qualche dubbio anche su quest'indice per la parte finale del mese. Infine, la QBO rimane in piena fase negativa e anche questo incentiva scambi di calore in senso meridiano con scarsa presenza di correnti zonali.

Venendo alla previsione per la nostra penisola, dopo una breve fase zonale ad inizio mese che porterà tempo incerto e temperature nella media al Nord e clima più caldo al Sud, mi aspetto una nuova ondulazione in Atlantico già verso la fine della prima decade, la parte centrale del mese vedrebbe quindi l'Anticiclone Atlantico che dall'oceano si dirigerebbe vero Nord-est a coinvolgere le Isole Britanniche e poi il Sud della Scandinavia. Sul nostro Paese in questa fase mi aspetto correnti da est con temperature leggermente sotto la media al centro-sud e circa in media al Nord e instabilità su vari settori peninsulari. 

Un cambio più netto me lo aspetto nella seconda parte del mese, col probabile aumento dell'EA. Le basse pressioni atlantiche dovrebbero farsi più pressanti da ovest verso l'Europa e le anomalie maggiori si sposterebbero così sull'est Europa formando un robusto blocco altopressorio. Dopo metà mese quindi, qualche contributo atlantico potrebbe entrare anche sul bacino centro-occidentale del Mediterranneo, non sono da escludere fasi molto instabili su molte aree del centro-nord Italia con temperature circa in media, più protetto e con clima più caldo l'estremo Sud.

Nel complesso mi aspetto un mese di luglio con temperature circa in media su gran parte del nostro Paese, leggermente sopramedia nel settore alpino e sulla Puglia. La piovosità dovrebbe risultare sopra la norma su quasi tutta Italia, con particolare riferimento ai settori occidentali del centro-nord.

A cura di Daniele Cavazzoni

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Proiezioni mensili – GIUGNO 2018
(aggiornamento del 31/5/2018)

Eccoci arrivati alla previsione per il primo mese estivo. La circolazione del nord emisfero comincia già ad avere connotati estivi con corrente a getto Polare sempre più indebolita e fasce altropressorie subtropicali in espansione verso nord. Proprio su quest’ultimo punto vorrei cominciare l’analisi per il prossimo mese. Uno degli indici teleconnettivi più importanti nel trimestre estivo è l’ITCZ, la linea di convezione intertropicale; senza dilungarmi troppo sulla descrizione di questo indice, ricordo solamente che più l’ITCZ è alto rispetto alla media, più la cella di Hadley si espande verso nord. Va da se quindi che un ITCZ elevato porta ad una maggiore probabilità di forti ma soprattutto prolungate ondate di calore sul Mediterraneo e l’Italia (come l’anno scorso).

Ovviamente questo non è l’unica causa che può portare ad avere caldo anomalo sulle nostre regioni, anche in estati con ITCZ basso può capitare di avere richiami africani anche aggressivi se la circolazione si dispone in maniera tale da richiamare intense correnti dall’Africa verso il nostro Paese.

In questa prima parte della stagione dei monsoni (che influenzano direttamente l’ITCZ) abbiamo avuto un WAM (West African Monsoon) lievemente sotto la media e un ISM (Indian Summer Monsoon) lievemente più intenso del normale. Per questo la linea di convergenza intertropicale ha avuto le stesse anomalie, risultando leggermente più bassa ad ovest e leggermente più alta ad est.

Le ssta che hanno a loro volta influenza sui monsoni lasciano presagire per questi un proseguimento simile per il prossimo mese. Rimanendo sempre in tema ssta (che assumono maggior rilevanza previsionale quando viene meno l’intensità del jet stream), abbiamo un sempre più definitivo tripolo Atlantico positivo che probabilmente consentirà un prolungamento della fase positiva della NAO, mentre dall’altra parte del pianeta abbiamo una PDO che sembra andare verso una fase neutra, dopo quella negativa degli ultimi mesi, che dovrebbe portare ad un andamento altalenante del PNA, un ENSO neutro e un IOD anch’esso neutro che indicano una scarsa incidenza della mjo che dovrebbe presentarsi al più debole nel prossimo mese.

Passando alla previsione vera e propria, credo che l’elemento cardine per il prossimo mese sia ancora la presenza di una robusta anomalia positiva di gpt sul Nord Europa, questa anomalia, che insiste da qualche mese, dovrebbe tenerci compagnia per tutto il mese di giugno. Mi aspetto invece un clima notevolmente più dinamico nel centro-sud Europa.


Nella prima fase del mese, l’hp nordeuropeo descritto in precedenza  dovrebbe essere supportati da una radice mobile passante su est Europa a causa del susseguirsi di basse pressioni, in successiva evoluzione a gocce fredde, in ingresso da ovest con sul Mediterraneo centrale con preoseguimento della fase instabile e piuttosto calda su tutto il nostro Paese. In seconda decade un temporaneo spostamento verso ovest della radice altopressoria subtropicale dovrebbe portare ad un abbassamento del fronte Polare ad est con circolazione instabile da Nord-est ad investire le regioni centro meridionali mentre il nord potrebbe in questo frangente avere una fase più stabile e anche molto calda.
L’ultima parte del mese dovrebbe portare ad una distensione maggiormente zonale dell’hp sul bacino del Mediterraneo con possibilità di scorrimento di correnti umide atlantiche sul centro Europa con parziale interessamento dell’instabilità per il nord Italia e temperature ancora sopra la media, stavolta principalmente al Sud.

Complessivamente mi aspetto un mese con anomalie termiche positive su gran parte del Paese, escluso forse l’estremo sud e Sicilia, specialmente al Nord-ovest. Le precipitazioni dovrebbero essere superiori alla norma su gran parte de territorio italiano con l’articolare riferimento alle regioni centrali.

 

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Proiezioni mensili – MAGGIO 2018
(aggiornamento del 27/4/2018)

Ci apprestiamo ad entrare nell’ultimo mese primaverile e, come già accennato per la previsione di aprile, gli elementi da considerare in sede di analisi, gradualmente cambiano rispetto ai mesi invernali. Nel prossimo mese probabilmente risentiremo sempre meno delle dinamiche legate al VP e quindi dovremmo uscire anche dagli effetti del mmw di febbraio. L’avvenuto Final Warming di tipo late dovrebbe comunque mantenere una certa vivacità del Jet Stream per gran parte del mese, complice un indice AO che mi aspetto mediamente positivo dopo oltre 2 mesi di negatività (appunto dal mmw).


Un elemento che nei prossimi mesi assumerà un peso relativamente importante è rappresentato dalle ssta (anomalie superficiali degli oceani). Con la fase ENSO debolmente negativa in riassorbimento, i punti nevralgici per la circolazione nel nord emisfero sono la PDO nel Pacifico e il Tripolo Atlantico in Atlantico, la fase negativa di entrambi lascia pensare ad un PNA ed una NAO negativi nel prossimo mese (per la NAO un po’ smorzata dalla possibile positività dell’AO). Con l’avvicinarsi della stagione estiva un ruolo gradualmente più importante verrà rivestiti anche dai monsoni (africano e indiano) che in base alla loro intensità influiscono sulla zona di convergenza intertropicale, la famosa ITCZ, che a sua volta incide sul posizionamento della cella di Hadley e quindi sull’invadenza verso nord degli anticicloni subtropicali. Attualmente abbiamo un inizio di monsoni più debole della media e quindi un ITCZ più basso del normale e le ssta di alcune zone “chiave” suggeriscono un proseguimento simile anche nel prossimo mese.


Ma ora veniamo alla previsione vera e propria. Già l’inizio del mese vedrà un netto cambiamento rispetto a quanto avutosi in questa seconda metà di aprile, le correnti atlantiche riusciranno ad erodere da ovest il muro anticiclonico che protegge il nostro paese da oltre 10 giorni e nel corso della prima decade una circolazione depressionaria potrebbe isolarsi nel nostro paese con tempo spesso instabile o perturbato su vari settori della penisola.

Tra fine prima decade e metà mese è probabile un miglioramento a cominciare dal Nord Italia per merito di una distensione zonale che dovrebbe portare l’anticiclone delle Azzorre a proteggere tutto il bacino de Mediterraneo con tempo stabile e mite su tutta il nostro Paese.

La pausa anticiclonica non dovrebbe comunque essere troppo lunga in quanto mi aspetto un nuovo ingresso di correnti atlantiche verso metà mese con nuovo peggioramento del tempo dapprima al nord e poi sul resto d’Italia.

L’ultima parte del mese potrebbe poi vedere un più netto miglioramento al centro sud ad opera di correnti calde meridionali mentre il nord dovrebbe rimanere terra di confine con instabilità relegata alle Alpi e alte pianure e clima comunque più caldo.

RIASSUMENDO
Nel complesso il mese di maggio dovrebbe chiudere circa in media su gran parte del Paese, leggermente sopramedia sul medio e basso adriatico; le precipitazioni dovrebbero risultare sopra la media su quasi tutta Italia, in particolar modo al centro nord.

D. Cavazzoni

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Proiezioni mensili – APRILE 2018
(aggiornamento del 29/3/2018)

Con l’avanzare della primavera vanno gradualmente a cambiare i pesi di alcuni input da valutare nella stesura di una previsione a lunga gittata come questa. Con il Vortice Polare stratosferico ormai prossimo alla completa distruzione e quindi all’inversione delle correnti zonali tipica della stagione estiva, la corrente a getto diviene forzata da fattori esogeni e non più forzante, fino alla rinascita del Vortice Polare (ottobre) saranno altri quindi i parametri da analizzare rispetto a quanto fatto negli ultimi mesi.
Fatta questa premessa va comunque detto che il passaggio è graduale e, ad esempio, probabilmente ancora per questo mese risentiremo del potente major warming avvenuto a febbraio, mi aspetto quindi un mese caratterizzato ancora da una fase neutra/negativa dei principali indici teleconnettivi del nord emisfero (AO, NAO e PNA).

Scendendo più nel dettaglio della previsione nel nostro comparto, la prima parte del mese dovrebbe trascorrere con una buona vivacità del getto Atlantico e quindi un susseguirsi di saccature e promontori mobili sul bacino del Mediterraneo con tempo quindi tipicamente primaverile e temperature non lontane dalla media.

Un netto cambiamento potrebbe avvenire verso la fine della prima decade, quando il pattern dovrebbe tornare  nuovamente caratterizzato da scambi meridiani. Mi aspetto una profonda ondulazione del getto in uscita dal continente americano ad opera di una “frustata” del PNA, questo porterebbe alla formazione di un blocco ad onda medio/lunga  in Atlantico verso Nordest con discesa artica in Europa. Possibile un parziale interessamento del nostro paese, specie Nord e regioni adriatiche mentre escluderei un coinvolgimento diretto di tutta la penisola a causa della stagione ormai avanzata.
Proprio la stagione avanzata dovrebbe influire anche sulla tenuta del blocco, un Vortice Polare ormai molto indebolito e quindi un jet-stream debole, porterebbe al taglio della radice dell’anticiclone con isolamento di una cellula altopressoria sul Nord Europa verso metà mese. In questo frangente è possibile il temporaneo interessamento della nostra penisola da parte di correnti più fredde da est, specie sulle regioni adriatiche e sud Italia.
Sarebbe appunto un passaggio temporaneo, in quanto mi aspetto una seconda parte mensile più mite e stabile a causa di un isolamento depressionario in est Atlantico che dovrebbe portare un promontorio anticiclonico ad interessare la porzione centro-occidentale del Mare nostrum.


Per concludere mi aspetto un mese nel complesso non lontano dalla media come temperature (leggermente sopra ad ovest e leggermente sotto ad est) mentre credo avremo un leggero sottomedia pluvio al centro nord e leggero surplus sul basso adriatico.

29/03/2018 - D. Cavazzoni

 

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Proiezioni mensili – Marzo 2018
(aggiornamento del 6/3/2018)

 

In questo mese di marzo risentiremo ancora degli effetti del potente MMW avvenuto nella prima parte di febbraio, la letteratura scientifica ci dice che per i successivi 45/60 gg dalla data dell'inversione dei venti zonali a 10hPa, l'indice AO risulterà mediamente negativo, mi aspetterei quindi che tutto il mese passi con questo indice in territorio negativo e quindi un Vortice Polare piuttosto disturbato. Data l'elevata correlazione tra AO e NAO, ritengo verosimile che anche quest'ultimo sarà neutro/negativo durante il primo mese primaverile. 

In questa prima metà del mese un elevato wave number (elevato numero di creste d'onda a livello emisferico che impedisce il formarsi di un'onda lunga) porterà un clima dinamico ma piuttosto ripetitivo sul comparto europeo con saccature atlantiche intervallate da veloci promontori mobili. In questa fase potremmo avere una piovosità superiore alla media, specie al centro-nord e temperature sopra la media su tutto il nostro Paese, in maniera più marcata al Sud.

Una rotazione e un temporaneo modesto accorpamento delle vorticità del Vortice Polare verso il settore Siberiano-Pacifico porterà ad una modifica del precedente pattern europeo verso la fine della seconda decade, ritengo possibile la rapida formazione di un blocco anticiclonico in Atlantico in veloce isolamento in zona islandese/scandinava con taglio della radice subtropicale a causa del rinforzo del getto. Se la previsione si rivelasse corretta potremmo avere un clima sempre piuttosto piovoso su tutta Italia ma con temperature sottomedia al Nord, mentre termiche più miti dovrebbero continuare ad interessare il Meridione.

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Proiezioni mensili – Febbraio 2018
(emessa il 1/2/2018)

L’ultimo mese invernale inizierà risentendo degli effetti della circolazione dell’ultimo mese, generata dallo Strat-cooling avutosi a fine 2017 e da un insieme di indici troposferici-oceanici ancora improntato ad una invadenza del Vortice Polare sul settore Nord-Atlantico.
Non è previsto, in questa prima metà del mese, nessun sensibile cambiamento per i principali indici che descrivono la configurazione nell’emisfero boreale, l’AO si dovrebbe mantenere su valori negativi (una volta in più a dimostrare che nonostante il superamento della soglia NAM a fine dicembre, non c’è stato nessun condizionamento troposferico come viene descritto in letteratura) mentre NAO e PNA rimarranno su valori positivi. L’insieme dell’andamento di questi tre indici mi fa credere ad una prima metà di febbraio contraddistinta ancora da un Vortice Polare Troposferico posizionato fa Canada e Nord Atlantico con una prevalenza di zonalità quindi ad Ovest del nostro continente.
In questa prima settimana del mese, la contrapposizione di in alta pressione dinamica sull’estremo Nord-Est europeo potrà portare ad un momentaneo afflusso di aria artica parzialmente continentalizzata sull’Europa Centrale e Nord Italia, non è da escludere lo scorrimento di aria umida Atlantica su cuscino freddo nella seconda metà della prima decade, prima di una temporanea distensione zonale, quando probabilmente il Vortice canadese riuscirà a scalzare l’hp ad est.

Un improvviso e intenso riscaldamento in stratosfera (siamo ancora distanti ma potrebbe trattarsi di un MMW di tipo split) potrebbe portare un sensibile cambio di pattern nella seconda metà del mese, se le proiezioni attuali venissero confermate si andrebbe verso un sensibile calo di tutti e tre i principali indici sopra descritti con buona attività dell’alta pressione delle Azzorre in Atlantico e intensa discesa artica in Europa.
Non è da escludere che l’ultima parte del mese possa portare anche una potente irruzione di aria continentale da est con tempo molto freddo in Europa, anche se la difficile collocazione data la distanza temporale e la precarietà della dinamica ci vieta di entrare nei dettagli italici.


 

A cura di: Daniele Cavazzoni
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